Così si torna al Cinquecento

Siamo nel pieno di una commedia leggera – ha detto Giuliano Ferrara in collegamento con LA7, ospite del programma "In onda" – Invece la situazione è veramente grave. Se l'Italia deve essere rimessa in carreggiata e noi dobbiamo affidare risparmi a una moneta comune modellata sugli interessi francesi e tedeschi, e per fare questo dobbiamo dare il potere a un governo tecnico, facciamo pure. Ma così si torna al Cinquecento, con l'Italia aperta a "incursioni" dii paesi stranieri. Se sarà Berlusconi ad agitare questa bandiera vi dirò cosa penso di questa follia.
11 AGO 20
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Siamo nel pieno di una commedia leggera – ha detto Giuliano Ferrara in collegamento con LA7, ospite del programma "In onda" (segui qui la diretta) – Invece la situazione è veramente grave. Se l'Italia deve essere rimessa in carreggiata e noi dobbiamo affidare risparmi a una moneta comune modellata sugli interessi francesi e tedeschi, e per fare questo dobbiamo dare il potere a un governo tecnico, facciamo pure. Ma così si torna al Cinquecento, con l'Italia aperta a "incursioni" dii paesi stranieri. Se sarà Berlusconi ad agitare questa bandiera vi dirò cosa penso di questa follia.
Mi sento il suddito di un paese per metà coloniale. Berlusconi è stato sputtanato per tre anni, paralizzato da Tremonti, gli è stato tolto lo scudo del lodo Alfano, scudo che ha ad esempio Sarkozy, è stato messo alla mercè delle procure. E dato che non sono riusciti a farlo fuori così, hanno inventato il circuito mediatico finanziario che avrebbe sfiduciato il governo. Ma la democrazia è più importante della crisi finanziaria, che peraltro non verrà domata da alcun governo tecnico, soprattutto un governo che dovrà rispondere a questo Parlamento. Bisogna andare alle elezioni subito, serve un nuovo premier che abbia una maggioranza seria alle spalle.
Gli italiani hanno un'anima generosa e intelligente, ma hanno anche l'anima di di piazzale Loreto e del Raphael: quando sentono che un leader non è più in rado di difendersi, insorge un'irrefrenabile voglia di gogna. Il comunicato del Pdl è sciocco, perché sembra che il problema sia il ruolo di Letta o altri dettagli minori. Invece bisognerebbe dire che ci sono ragioni forti per dire no al governo tecnico. Berlusconi ha una forte ragione per impedire la nasciata del governo Monti: 17 anni di vita pubblica in cui è diventato chiaro che i governi devono essere legittimati dagli elettori. Con questa espropriazione della sovranità popolare è iniziata la prossima fase politica: il processo al passato, la cui prima vittima sarà proprio Berlusconi. Facciano un governo tecnico che duri quattro settimane e votiamo.
Dicono che il problema è questo: i discorsi di oggi Franceschini e Cicchitto dimostrano che male oscuro è la rissosità, che riguarda tutti, è la scomparsa del buon senso che ha eroso la credibilità sui mercati internazionali. Per essere veri però bisogna dire che il problema non è, come ha fatto il Pdl, chiedere a Monti Gianni Letta nel governo o l'applicazione della lettera alla Ue. Sono tatticismi. Bisogna chiedergli: farà veramente Tabellini ministro dell'Economia? Perché Tabellini è uno che dice certe cose sulla crisi attuale. Quindi si chieda a Monti se garantisce che chiederà, come pensa Tabellini, che la Bce deve diventare prestatore di ultima istanza per far uscire l'Europa dalla crisi. Ricordiamo poi che Berlusconi è la bandana, è il giocoliere, è l'uomo sputtanato da tutti per tre anni, ma è anche quello che nominò Monti in Europa e Draghi a Bankitalia e alla Bce. Il berlusconismo nacque con una stretta di mano di Berlusconi a Napolitano alla Camera nel 1994.

Quel clima da festa in piazza ha qualcosa di comprensibile, ma c'è qualcosa che non mi torna: c'è risentimento, rancore, aria di processo al passato, ed è il clima che si affermerà nei prossimi giorni se non si va al voto. Serve un governo con una maggioranza, un programma e una legislatura di cinque anni di tempo per risolvere i problemi, di qualsiasi colore sia.
Detto questo, se il governo Monti, una volta varato, farà quelle cose, innescherà una spirale positiva, per cui la sospensione della regola democratica si rivelerà positiva, io ne darò conto in modo autocritico dicendo "mi sono sbagliato". Non escludo il bene dal futuro, adesso però vedo il male.